<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Clara Mariconda Archivi - Iurisdictio</title>
	<atom:link href="https://www.iurisdictio.it/author/clara-mariconda-it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.iurisdictio.it/author/clara-mariconda-it/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 03 Feb 2025 14:40:50 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2020/01/cropped-17-1-32x32.jpg</url>
	<title>Clara Mariconda Archivi - Iurisdictio</title>
	<link>https://www.iurisdictio.it/author/clara-mariconda-it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>New economy e responsabilità sociale d’impresa: modelli normativi in chiave comparatistica</title>
		<link>https://www.iurisdictio.it/1981-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara Mariconda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 20:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita Giudiziaria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iurisdictio.it/?p=1981</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica l’articolo completo in pdf 1. L’evoluzione delle teorie sulla Responsabilità sociale d’impresa e il progressivo offuscamento della logica del profitto come scopo primario dell’impresa La “Responsabilità sociale d’Impresa” (RSI) o “Corporate Social Responsibility” (CSR) rappresenta un argomento di studio, tanto attuale quanto multidisciplinare, oggetto di costante attenzione da parte</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/1981-2/">New economy e responsabilità sociale d’impresa: modelli normativi in chiave comparatistica</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1981"></span></p>
<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2025/02/08.-REV-C.-Mariconda-5-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">Scarica l’articolo completo in pdf</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">1. L’evoluzione delle teorie sulla Responsabilità sociale d’impresa e il progressivo offuscamento della logica del profitto come scopo primario dell’impresa</p>
<p style="text-align: justify;">La “Responsabilità sociale d’Impresa” (RSI) o “Corporate Social Responsibility” (CSR) rappresenta un argomento di studio, tanto attuale quanto multidisciplinare, oggetto di costante attenzione da parte di Organizzazioni internazionali, Istituzioni europee, governi nazionali, oltre che del mondo imprenditoriale sempre più proclive ad impegnarsi in programmi volti a perseguirla. Nel processo di transizione verso uno sviluppo sostenibile le grandi imprese, immediatamente sollecitate nel raccogliere la sfida della sostenibilità, hanno ben compreso come la loro sopravvivenza ed il raggiungimento del successo nei mercati internazionali non si esaurisse attraverso il raggiungimento di buone performance in termini di profitto, ma anche, e soprattutto, attraverso l’assolvimento di impegni di natura sociale. Conseguenza del mutamento del quadro sociale e culturale di riferimento, che vede l’opinione pubblica sempre meno disposta a delegare in modo esclusivo il compimento di determinate tematiche sociali ai soggetti politici<sup>1</sup></p>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/1981-2/">New economy e responsabilità sociale d’impresa: modelli normativi in chiave comparatistica</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Questioni di genere una lettura comparatistica del fenomeno alla luce dei risultati conseguiti dai paesi scandinavi</title>
		<link>https://www.iurisdictio.it/questioni-di-genere-una-lettura-comparatistica-del-fenomeno-alla-luce-dei-risultati-conseguiti-dai-paesi-scandinavi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara Mariconda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2023 15:09:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[discrimination]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[diseguaglianza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Emancipazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[gender inequality]]></category>
		<category><![CDATA[Women’s emancipation]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iurisdictio.it/?p=1760</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scarica l&#8217;articolo completo in pdf Negli anni 70 del secolo scorso nel ‘Nuovo Continente’ correnti sociologiche, con l’intento di chiarificare le identità proprie dei due ‘sessi’, introducono nella terminologia, poi divenuta comune, il vocabolo genere. Il gender è una costruzione culturalmente codificata verrebbe da dire, (certo) soggetto a stereotipi ancora</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/questioni-di-genere-una-lettura-comparatistica-del-fenomeno-alla-luce-dei-risultati-conseguiti-dai-paesi-scandinavi/">Questioni di genere una lettura comparatistica del fenomeno alla luce dei risultati conseguiti dai paesi scandinavi</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1760"></span></p>


<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2023/11/S2-Mariconda-4-2023.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica l&#8217;articolo completo in pdf</a></p>



<hr class="wp-block-separator has-css-opacity alignwide is-style-wide"/>


<p style="text-align: justify;">Negli anni 70 del secolo scorso nel ‘Nuovo Continente’ correnti sociologiche, con l’intento di chiarificare le identità proprie dei due ‘sessi’, introducono nella terminologia, poi divenuta comune, il vocabolo genere. Il gender è una costruzione culturalmente codificata verrebbe da dire, (certo) soggetto a stereotipi ancora irrinunziabili. Le donne, tutt’oggi, vivono difatti in condizioni inique ed ineguali rispetto a quelle riconosciute al genere altro, in materia occupazionale, retributiva, nell’accesso alle risorse e nella salvaguardia delle pari opportunità. Quell’uguaglianza tanto auspicata e faticosamente combattuta, pare ancora un’utopia e il genere femminile vessato, osteggiato da un sistema ‘esuberantemente’ maschilista. Eppure gli Stati, tutti, da lungo tempo oramai si fanno precursori di politiche attive e assistenziali a tal fine destinate. Il presente contributo è finalizzato ad investigare (anche se in maniera non esaustiva ed esauriente) gli interventi statali succedutisi negli anni, pure (e soprattutto) soffermandosi su quanto compiuto e auspicato dall’Unione Europea in primis. In quanto comparatista, l’esame ricade, nella seconda parte, sull’analisi delle condizioni offerte dai Paesi nordici, Svezia, Finlandia, che possono dirsi oggi effettivi tutori della parità di genere e che potrebbero, pertanto, divenire modello di riferimento (e di impulso) per gli altri Paesi, compreso il nostro. </p>
<p style="text-align: justify;">In the 1970s in the ‘New Continent’ sociological currents, with the intention of clarifying the identities proper to the two ‘sexes,’ introduced the word gender into the terminology, which later became commonplace. Gender is a culturally codified construction it would come to be said, (admittedly) subject to stereotypes that are still unrenewable. Women, to this day, live in fact in unequal and unequal conditions with respect to those recognized for the other gender, in matters of employment, pay, access to resources and the preservation of equal opportunities. That much hoped-for and hard-fought equality still seems to be a utopia and the female gender harassed, opposed by an ‘exuberantly’ macho system. Yet states, all of them, have for a long time now been forerunners of active and welfare policies intended for this purpose. The present contribution is aimed at investigating (though not exhaustively and  comprehensively) the state interventions that have taken place over the years, also (and especially) dwelling on what has been accomplished and desired by the European Union in the first place. As a comparatist, the examination falls, in the second part, on the analysis of the conditions offered by the Nordic countries, Sweden, Finland, which can be said to be effective guardians of gender equality today and which could, therefore, become a model of reference (and impetus) for other countries, including our own.</p><p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/questioni-di-genere-una-lettura-comparatistica-del-fenomeno-alla-luce-dei-risultati-conseguiti-dai-paesi-scandinavi/">Questioni di genere una lettura comparatistica del fenomeno alla luce dei risultati conseguiti dai paesi scandinavi</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
