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	<title>Rodolfo Savelli Archivi - Iurisdictio</title>
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		<title>A proposito della ‘manifattura’ del corpus iuris civilis nel cinquecento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rodolfo Savelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 14:59:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica l&#8217;articolo completo in pdf Credo che questo titolo sia apparso un poco stravagante agli ascoltatori della mia ‘lezione’ di allora (e oggi all’eventuale lettore). Il termine ‘manifattura’, infatti, evoca il mondo della produzione delle merci, ricorre più facilmente in altre discipline come, ad esempio, la storia economica. Che relazioni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/a-proposito-della-manifattura-del-corpus-iuris-civilis-nel-cinquecento/">A proposito della ‘manifattura’ del corpus iuris civilis nel cinquecento</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2022/11/C2-SAVELLI-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica l&#8217;articolo completo in pdf</a></p>



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<p style="text-align: justify;">Credo che questo titolo sia apparso un poco stravagante agli ascoltatori della mia ‘lezione’ di allora (e oggi all’eventuale lettore). Il termine ‘manifattura’, infatti, evoca il mondo della produzione delle merci, ricorre più facilmente in altre discipline come, ad esempio, la storia economica. Che relazioni ci possono mai essere con il Corpus iuris civilis? E, ulteriore domanda, c’è bisogno e/o spazio per parlare ancora della compilazione giustinianea?<br />Per quanto riguarda il primo quesito, osservo che, dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili, anche i libri legales entrarono a far parte di un mondo produttivo che mi sembra si avvicini molto alla ‘manifattura’; e quindi del nuovo mercato del libro a stampa; non va dimenticato che pure il libro nella sua materialità è una merce<sup>1</sup>. Nella ‘fabbrica’ del libro la fonte energetica è ancora la forza fisica dell’uomo che muove il torchio con cui si imprimono i fogli; in molte tipografie vi era spesso solo uno o due torchi. Ma sono pure noti casi forse un po’ eccezionali, che forniscono un’immagine differente: se si dovesse prestare fede alla testimonianza di Johann Neudörfer, Anton Koberger, grande editore di Norimberga tra ‘4 e ‘500, avrebbe avuto ben 24 torchi<sup>2</sup> . Comunque sia, Plantin ad Anversa nel 1574 ne aveva in funzione ben 16 con 32 torcolieri. Bisogna tenere presente che il lavoro dei torcolieri andava ‘alimentato’ in modo continuativo dal lavoro di compositori, correttori e quant’altro serviva; e già da queste sole parole si può dedurre che l’attività era concentrata in un luogo fisico e che era, sì, lavoro manuale, ma anche lavoro intellettuale (visto che per comporre e poi correggere era indispensabile saper leggere, e leggere anche in latino o in greco)<sup>3</sup>&#8230;&#8230;<a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2022/11/C2-SAVELLI-2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rich-text-format-boundary="true">Continua a leggere</a></p><p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/a-proposito-della-manifattura-del-corpus-iuris-civilis-nel-cinquecento/">A proposito della ‘manifattura’ del corpus iuris civilis nel cinquecento</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
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