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Abstract
Il presente contributo si propone di analizzare l’evoluzione legislativa dell’abuso d’ufficio, sino alla sua recente abrogazione a seguito dell’entrata in vigore della L. n. 114/2024 (cd. legge Nordio). Tra le ragioni dell’abolitio criminis dell’art. 323 c.p., l’esigenza di ridurre il numero dei procedimenti penali e la loro durata, anche alla luce della scarsa applicazione dell’abuso d’ufficio e del limitato numero di processi penali che, negli ultimi anni, si sono definiti con sentenza di condanna. Il contributo offre, inoltre, una disamina delle questioni di incostituzionalità sollevate, nei confronti della norma abrogatrice, dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, con riferimento agli obblighi internazionali in materia di contrasto alla corruzione. Il contributo analizza, infine, i profili più significativi della recente decisione cui è pervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n.95 del 2025.

Parole chiave: Abuso d’ufficio – abolitio criminis – responsabilità penale

This paper aims to analyze the legislative evolution of abuse of office, up to its recent repeal following the approval of Law no. 114/2024 (the so-called Nordio law). Among the reasons for the abolitio criminis of art. 323 of the Criminal Code is the need to reduce the number of criminal proceedings and their duration, also in light of the poor application of abuse of office and the low number of criminal trials recently ended with a conviction. The paper also examines some questions of unconstitutionality about the repealing provision by the udgments of merit and legitimacy, according to international obligations against corruption. Finally, the contribution analyses the most significant aspects of the recent decision by the Constitutional Court with sentence no. 95 of 2025.

Keywords: Abuse of office – abolitio criminis – criminal liability

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