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	<title>Gianluca Russo Archivi - Iurisdictio</title>
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		<title>Recensione a P. Broggio, governare l’odio. Pace e giustizia criminale nell’Italia moderna (secoli xvi-xvii), Viella, Roma 2021, pp. 377</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 18:02:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Invito alla lettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica l&#8217;articolo completo in pdf In una serie di otto incisioni eseguite nel 1597 dal pittore fiammingo Hendrick Goltzius sul topos del ‘litis abusus’, un avido e debole litigioso si prepara, borse gonfie alla mano, ad adire una giustizia contenziosa dai tratti mostruosi. Il capo animalesco, le mani a forma</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/recensione-a-p-broggio-governare-lodio-pace-e-giustizia-criminale-nellitalia-moderna-secoli-xvi-xvii-viella-roma-2021-pp-377/">Recensione a P. Broggio, governare l’odio. Pace e giustizia criminale nell’Italia moderna (secoli xvi-xvii), Viella, Roma 2021, pp. 377</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2022/11/L2-RUSSO-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica l&#8217;articolo completo in pdf</a></p>



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<p style="text-align: justify;">In una serie di otto incisioni eseguite nel 1597 dal pittore fiammingo Hendrick Goltzius sul topos del ‘litis abusus’, un avido e debole litigioso si prepara, borse gonfie alla mano, ad adire una giustizia contenziosa dai tratti mostruosi. Il capo animalesco, le mani a forma di arpione e le estremità come grosse viti di legno simili a torchi sono segni di una grammatica visiva immaginata per comunicare l’idea del premere, o dello spremere<sup>1</sup>.&nbsp;<br>Basterebbero questi suggestivi passaggi iconografici a introdurre la prospettiva con cui Paolo Broggio osserva la pace in rapporto alla giustizia criminale nell’Italia fra Cinque e Seicento: una prospettiva certamente non convenzionale. Originale, intanto, è la scelta di lambire appena il concetto nella rassicurante e irenica accezione corrente, come sinonimo di armonia e concordia. Semmai, lo sforzo dell’Autore si misura con la capacità di cogliere la pace nella sua arcana contiguità con la violenza. Il lettore percepisce questo straniamento fin dalle prime pagine, percorse da episodi più o meno recenti di criminalità mafiosa, dove paci, sovente suggellate da matrimoni, sospendono per qualche tempo lotte tra cosche e vendette trasversali. Così, si è subito invitati a familiarizzare con la fisionomia originaria e autentica della pace, «collegata alla violenza in quanto parte integrante dei meccanismi di faida»<sup>2</sup>. Da questa inconsueta angolatura, il volume offre un contributo interessante e significativo dentro un panorama di studi saturo di interpretazioni reiterate e stereotipe. Esattamente come la faida, la pace continua in larga parte ad essere marginalizzata o fraintesa; relegata in un angolo come un arcaismo, un residuo medievale dagli incerti contorni ‘privatistici’, pertanto incompatibile con il farsi dello Stato moderno e della sua giustizia pubblica, ispirata al processo penale obbligatorio, inquisitorio, indisponibile alle parti&#8230;&#8230;.<a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2022/11/L2-RUSSO-2022.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rich-text-format-boundary="true">Continua a leggere</a></p><p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/recensione-a-p-broggio-governare-lodio-pace-e-giustizia-criminale-nellitalia-moderna-secoli-xvi-xvii-viella-roma-2021-pp-377/">Recensione a P. Broggio, governare l’odio. Pace e giustizia criminale nell’Italia moderna (secoli xvi-xvii), Viella, Roma 2021, pp. 377</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
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		<title>Recensione a L. Tanzini, una chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella toscana del trecento, Viella, Roma 2020, pp. 1-344</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Nov 2021 18:34:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Invito alla lettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scarica l&#8217;articolo completo in pdf Una sottile ambiguità traspare dalla vicenda che, con sapiente spoglio di fonti archivistiche inedite, Lorenzo Tanzini ricostruisce in questo volume. La favola del chierico lussurioso, tratta da Il Novellino e posta strategicamente in premessa, accosta subito il lettore ai motivi del doppio e del rovescio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/recensione-a-l-tanzini-una-chiesa-a-giudizio-i-tribunali-vescovili-nella-toscana-del-trecento-viella-roma-2020-pp-1-344-2/">Recensione a L. Tanzini, una chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella toscana del trecento, Viella, Roma 2020, pp. 1-344</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
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<p class="has-text-align-right"><a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2021/11/N.-1-2021-12-Rec-Russo.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica l&#8217;articolo completo in pdf</a></p>



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<p style="text-align: justify;">Una sottile ambiguità traspare dalla vicenda che, con sapiente spoglio di fonti archivistiche inedite, Lorenzo Tanzini ricostruisce in questo volume. La favola del chierico lussurioso, tratta da Il Novellino e posta strategicamente in premessa, accosta subito il lettore ai motivi del doppio e del rovescio. Un pievano accusato dal vescovo di accompagnarsi a donne pagate con denari della sua chiesa, che sorprende astutamente il suo accusatore mentre commette il suo stesso illecito. Fino a ottenere una seconda sentenza di assoluzione e beneficiare del perdono da parte del suo superiore. L’Autore, tuttavia, descrive non tanto la Chiesa della crisi, segnata<br />dalla degenerazione e dalla corruzione. Non asseconda un certo cliché inaugurato dagli stessi narratori di novelle, da Boccaccio a Bracciolini passando attraverso Chaucer e Sacchetti, e poi assunto dalla storiografia a chiave interpretativa ormai superata. La sua è piuttosto «Chiesa del diritto »<sup>1</sup>. Che trova nel diritto la sua architettura portante. Più che al diritto dotto, largamente studiato e noto, l’Autore ispeziona un oggetto appena sfiorato dalla ricerca, specialmente per le non sempre generose condizioni dei documenti: la prassi giudiziaria dei tribunali vescovili nella Toscana del secolo XIV. Del resto, la stessa favola del chierico lussurioso e i suoi epigoni successivi, soprattutto il Decameron di Boccaccio, mostrano un contatto privilegiato con la dimensione giudiziaria prima ancora che morale&#8230;&#8230;<a href="https://www.iurisdictio.it/wp-content/uploads/2021/11/N.-1-2021-12-Rec-Russo.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-rich-text-format-boundary="true">Continua a leggere</a></p><p>L'articolo <a href="https://www.iurisdictio.it/recensione-a-l-tanzini-una-chiesa-a-giudizio-i-tribunali-vescovili-nella-toscana-del-trecento-viella-roma-2020-pp-1-344-2/">Recensione a L. Tanzini, una chiesa a giudizio. I tribunali vescovili nella toscana del trecento, Viella, Roma 2020, pp. 1-344</a> proviene da <a href="https://www.iurisdictio.it">Iurisdictio</a>.</p>
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